Tra le tante leggende sull’origine della giornata della donna, la più ricorrente è, senza dubbio, quella che fa risalire la festa alla commemorazione delle 123 operaie della fabbrica di camicie newyorchese Triangle Waist Company, morte l’11 marzo del 1911 nel rogo dell’edificio in cui lavoravano in condizioni terribili, sottopagate, sorvegliate e senza tutele.

Donne al lavoro nella fabbrica Triangle Waist Company di New York
Donne al lavoro nella fabbrica Triangle Waist Company di New York

Nel primo decennio del ‘900 in Europa, Stati Uniti e Russia iniziò a esser celebrata in giorni e mesi diversi una giornata dedicata alle rivendicazioni femminili, e si arriverà a scegliere l’8 marzo solo nel dicembre del 1977, quando L’ONU, con la risoluzione 32/142, stabilisce la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.
Luigi Longo, vicesegretario del P.C.I, nonché responsabile delle donne iscritte a tale partito, chiese ad un gruppo di partigiane quale potesse essere il fiore da distribuire per celebrare quella ricorrenza, in analogia con quanto avveniva in Francia, dove si distribuivano mughetti e violette alle compagne in quella data. Le socialiste indicavano l’orchidea ma Teresa Mattei, che da lì a un anno sarebbe diventata una delle 21 donne entrate a far parte dell’Assemblea Costituente, consapevole del costo di tali fiori, si inventò una leggenda cinese, inesistente, che raccontava come la mimosa rappresentasse il calore della famiglia e la gentilezza femminile.
La mimosa sembra un fiore fragile, in realtà la sua grande forza risiede nella capacità di attecchire anche in terreni difficili. E’ una pianta pioniera, spontanea, che ben rappresentava la volontà di rivendicare i diritti della donna e le lotte per farli valere; i suoi fiori sono luminosi, allegri, solari, all’apparenza delicati, ma forti e orgogliosi, proprio come una donna.

Albero di mimose
Albero di Acacia Dealbata

Si tratta dell’Acacia Dealbata, acacia non bianca, ma gialla, per cui il nome della pianta diventa “candore non bianco”: un ossimoro che sintetizza la condizione della donna, che non può essere imprigionata nel ruolo della Madonna e della Virtù a tutti i costi. Gli Indiani d’America erano soliti regalare un mazzetto di mimose quando decidevano di dichiarare il loro amore alla ragazza prescelta; mentre le fanciulle inglesi meno carine erano solite appuntarsene un rametto alle giacche o alle camicette per accentuare la loro femminilità.

Si tratta di una delle rare piante presenti in natura che manifesta il fenomeno della “nastic osmosi”, i “movimenti che si possono cogliere anche a occhio nudo, provocati dal flusso di acqua entrante e uscente dalle cellule della pianta”. Arrivata in Europa circa 200 anni fa, proveniente dalla lontana Australia, più precisamente dalla Tasmania, la mimosa non ha solo un’indiscussa bellezza e un carattere puramente ornamentale, ma è usata in medicina, indicata per le diete, dato che i componenti in essa contenuti riducono il senso di fame ed i suoi decotti sono efficaci contro i sintomi delle malattie veneree, oltre a migliorare nausea e diarrea. L’Acacia  Dealbata deve gran parte della sua importanza medicamentosa agli oli essenziali, estratti dai fiori attraverso un procedimento che si avvale dell’uso di solventi. Essi hanno proprietà antisettiche e astringenti e, applicati sulla pelle, oltre a donare una speciale sensazione di rilassamento, inibiscono lo sviluppo dei batteri patogeni, la detergono e purificano, riducendo la comparsa dei pori dilatati tipici delle pelli grasse. Per via della presenza di composti organici (idrocarburi, aldeidi, acidi grassi e fenoli), gli oli essenziali di mimosa, opportunamente diluiti, possono essere impiegati a scopo terapeutico per curare stati d’ansia, stress, tensione nervosa e usati in aromaterapia per il benessere e la cura del corpo.

Questi sono solo alcuni dei tanti motivi per cui farci regalare un bel mazzo di mimose, e non soltanto in occasione della Festa della Donna!

mimosa

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Romina

Studentessa di tecnologie alimentari. Sfruttando le mie conoscenze chimiche e microbiologiche cercherò di darvi consigli, su come garantire la qualità e conservabilità degli alimenti.

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